Domus de Janas

Domus de Janas Domus de Janas domus

Domus de janas (lett. Casa delle Streghe), è il nomignolo, di origine popolare, entrato anche nel linguaggio scientifico ufficiale, con il quale, in tutta la Sardegna, sono indicate le caverne preistoriche scavate nella roccia, risalenti al Neolitico, ed usate come luogo di sepoltura dei morti.

L’appellativo deriva dalla superstizione popolare che vedeva in esse delle abitazioni di minuscoli esseri, dotati di poteri magici, quali appunto folletti o fate. Al diffondersi di questa convinzione ha sicuramente contribuito la struttura delle stesse tombe, tendenti a riprodurre, nei minimi particolari, quella che era la “casa dei vivi”, quasi a voler rappresentare una continuità tra la vita terrena e quella dell’aldilà. Il loro areale di diffusione comprende però tutta la Sardegna, con la sola eccezione della Gallura, dove il fenomeno è praticamente inesistente. In questa regione prevale il circolo megalitico, per certi versi un antenato del dolmen.

Una eccezione è costituita da una grotta artificiale nei pressi di Isola Rossa, chiamata dalla gente del luogo “Conca di li Fati” (lett. Caverna delle streghe). Scavata nella dura roccia granitica rossastra tipica della zona, presenta due vani, con l’unico ingresso rivolto a mezzogiorno.

È raggiungibile agevolmente dal centro abitato prendendo la strada per Paduledda-Trinità; superata la salita dopo il bivio per La Marinedda, lasciata l’auto in corrispondenza delle abitazioni sulla destra, si inforca un sentiero ben definito che, dopo circa cento metri, porta ad un cancello, superato il quale, dopo altri cinquanta metri ed un ulteriore cancello, in mezzo agli alberi si trova la tomba preistorica.