Chiesa campestre di san michele arcangelo

Chiesa campestre di san michele arcangelo Chiesa campestre di san michele arcangelo chiesaarcangelo

La chiesa di Santu Migali sorge in uno spiazzo, sulla cima di una collina panoramica che sovrasta la borgata rurale di Tarra Padedda, abitata sino alla fine degli anni Settanta. Sul versante opposto un profondo canalone che culmina con il Monte Cuccaru, in passato, soprattutto nella prima metà del Settecento, famoso per essere stato il ricovero di molti fuorilegge. Uno di costoro trafugò la statua di San Michele da una chiesa medioevale esistente in prossimità dell’odierno centro abitato di Viddalba. Trasportato il simulacro nel proprio territorio si premurò subito di costruire una chiesetta. Lo scopo principale di tale atto era dovuto al fatto che allora vigeva il cosidetto “diritto d’asilo” nei luoghi sacri, per il quale chiunque fosse trovato nella condizione di braccato dalle forze dell’ordine, poteva godere dell’impunità rifugiandosi in una qualsiasi chiesa campestre. Solo la presenza della croce sul lato occidentale denota la sacralità dell’edificio; per il resto è perfettamente uguale alle tante costruzioni rurali della Gallura.

Sul lato rivolto verso Monte Cuccaru, addossato all’edificio a formare un tutt’uno con la parte dedicata alle funzioni religiose, vi è un pultigali utilizzato nei giorni della festa come cucina e per il pranzo sociale. Sul lato opposto si trova l’unico ingresso della chiesa. All’interno una navata divisa da un arco a tutto sesto. Sull’altare a muro, un nicchia con vetrata e portello in legno, recante la scritta MDCCCXCVIII (1898) contenente il nuovo simulacro di San Michele, ivi collocato negli anni Sessanta del secolo scorso. La festa si svolge l’8 maggio secondo il programma tipico delle sagre campestri della zona. I festeggiamenti civili sono organizzati da due suprastantie mentre alle celebrazioni religiose partecipa anche una terza bandiera, ex voto di una famiglia del luogo, una volta abitanti nella vicina contrada di La Multa.